Via Larga, 19

Milano si spegne, piano piano, una volta superata piazza San Babila.
È giunta l’ora di prendere un caffè, ma le strade sono deserte e sembra che non ci sia possibilità di fermarsi in un posto piacevole, per continuare a scambiare due parole.

Ad un tratto giunge l’illuminazione (non mia, naturalmente).

California Bakery.

Entro e noto subito una spropositata quantità di dolci.
Penso ad una “double chocolate”, ma il mio cuore non regge l’idea della marmellata al lampone, e dunque ripiego su una coppa di gelato alla crema, ricoperta di panna e piena di brownies. (Molto più leggera, chiaramente…)

Le chiacchiere sono dolci, il tempo scorre veloce, l’affetto è palpabile, le risate continue.
Ad un certo punto, però, la coda dell’occhio mi dice qualcosa.
Faccio finta di non percepire (sono comunque in compagnia di una bellissima fanciulla, va detto).
E però, alla fine, cedo alle avances del mio istinto.

Nomade: ora la fermo e le chiedo se ci si può innamorare delle cameriere, anche se c’è la crisi.
E.: se lo fai, diventi il mio mito.

Ma sì.

Nomade: secondo te, in tempo di crisi, ci si può ancora innamorare delle cameriere?
Cameriera: penso proprio di sì.

Che pirla.